Diario di Bordo

13 Gen

Le Terre dei Lagoni

Storici e naturalisti, da Ristoro d’Arezzo a Giovanni Targioni Tozzetti, hanno descritto le antiche zone lagoniche come terre aride, pericolose, spoglie di vegetazione e deserte, cosparse di putizze bollenti e di soffioncelli, che si manifestavano “cum strepitu ingenti ac fragore horrendo”.1 E’ quindi naturale che l’aspetto selvaggio e fantastico del paesaggio suscitasse nella fantasia popolare paurose leggende di diavoli e streghe, di terremoti e sprofondamenti e richiamasse negli animi la tetra visione delle bolgie d’inferno. Trova anche giustificazione il tremendo anatema: “Dio ti mandi un soffione nel tuo podere!”, con cui la gente dei nostri luoghi, un tempo dedita esclusivamente...
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17 Dic

Rocca e Pieve di Sillano

Frutto della concezione difensiva del tempo compreso fra l’era della balestra e quello della bombarda, la Rocca Sillana che si erge sulla sommità di un colle, alto 530 m, rappresenta una delle più belle opere d’architettura militare del Rinascimento. Splendidamente introduce la sua storia Edmondo Mazzinghi: “Eccelsa. Saldamente piantata sul gabbro, a strapiombo sulla riva sinistra del torrente Pavone, spavaldamente domina con il suo aspetto ferrigno, l’alta valle del Cecina. Ovunque emana suggestione, par di sentire i rumori dei guerrieri in armi, il rullar dei tamburi, dei tiri di colubrine e vedere scale d’assedio, olio bollente e pietre che cadono...
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15 Nov

Torraccia di Cornia

Abbiamo parlato della «Bestia di S. Dalmazio», di resti dell’antica strada della Valle del Secolo, della Tomba Etrusca di Montecastelli. Proseguendo il nostro giro d’orizzonte sulle antichità meno note del Volterrano vogliamo ricordare oggi la «Torraccia di Cornia» nota anche come la «Torre del Castelluccio». Essa sorge su un poggetto isolato: un’alta e stretta lingua di terra che si spinge fra il torrente Turbone e il fiume Cornia proprio fino al punto in cui i due corsi d’acqua confluiscono l’uno nell’altro. E’ una torre quadra, di pietra scura: la classica torre medioevale sul tipo di quella dei Belforti a Montecatini...
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16 Ott

Castelvecchio

I documenti più antichi che testimoniano la presenza di un borgo risalgono invece al 1144, quando papa Lucio II emanò una bolla per confermarne il possesso al vescovo eli Volterra. Nel 1171 un altro papa, Alessandro III citava Castelvecchio in un atto nel quale erano stabiliti i confini della diocesi e nel 1186 l’imperatore Enrico VI lo rammentava in un diploma a beneficio d’Ildebrando Pannocchieschi. Tra l’undicesimo ed il tredicesimo secolo, prima della costruzione di Castel San Gimignano che ne ridusse l’importanza strategica, l’insediamento era il punto di difesa più avanzato verso Volterra. Il castello è nominato nel 1199 in...
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